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Già
più
d'una
volta
c'è
occorso
di
far
menzione
della
guerra
che
allora
bolliva,
per
la
successione
agli
stati
del
duca
Vincenzo
Gonzaga,
secondo
di
quel
nome;
ma
c'è
occorso
sempre
in
momenti
di
gran
fretta:
sicchè
non
abbiam
mai
potuto
darne
più
che
un
cenno
alla
sfuggita.
Ora
però,
all'intelligenza
del
nostro
racconto
si
richiede
proprio
d'averne
qualche
notizia
più
particolare.
Son
cose
che
chi
conosce
la
storia
le
deve
sapere;
ma
siccome,
per
un
giusto
sentimento
di
noi
medesimi,
dobbiam
supporre
che
quest'opera
non
possa
esser
letta
se
non
da
ignoranti,
così
non
sarà
male
che
ne
diciamo
qui
quanto
basti
per
infarinarne
chi
n'avesse
bisogno.
Abbiam
detto
che,
alla
morte
di
quel
duca,
il
primo
chiamato,
in
linea
di
successione,
Carlo
Gonzaga,
capo
d'un
ramo
cadetto
trapiantato
in
Francia,
dove
possedeva
i
ducati
di
Nevers
e
di
Rhétel,
era
entrato
al
possesso
di
Mantova;
e
ora
aggiungiamo,
del
Monferrato:
che
la
fretta
appunto
ce
l'aveva
fatto
lasciar
nella
penna.
La
corte
di
Madrid,
che
voleva
a
ogni
patto
(abbiam
detto
anche
questo)
escludere
da
que'
due
feudi
il
nuovo
principe,
e
per
escluderlo
aveva
bisogno
d'una
ragione
(perchè
le
guerre
fatte
senza
una
ragione
sarebbero
ingiuste),
s'era
dichiarata
sostenitrice
di
quella
che
pretendevano
avere,
su
Mantova
un
altro
Gonzaga,
Ferrante,
principe
di
Guastalla;
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