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Chi,
vedendo
in
un
campo
mal
coltivato,
un'erbaccia,
per
esempio
un
bel
lapazio,
volesse
proprio
sapere
se
sia
venuto
da
un
seme
maturato
nel
campo
stesso,
o
portatovi
dal
vento,
o
lasciatovi
cader
da
un
uccello,
per
quanto
ci
pensasse,
non
ne
verrebbe
mai
a
una
conclusione.
Così
anche
noi
non
sapremmo
dire
se
dal
fondo
naturale
del
suo
cervello,
o
dall'insinuazione
d'Attilio,
venisse
al
conte
zio
la
risoluzione
di
servirsi
del
padre
provinciale
per
troncare
nella
miglior
maniera
quel
nodo
imbrogliato.
Certo
è
che
Attilio
non
aveva
detta
a
caso
quella
parola;
e
quantunque
dovesse
aspettarsi
che,
a
un
suggerimento
così
scoperto,
la
boria
ombrosa
del
conte
zio
avrebbe
ricalcitrato,
a
ogni
modo
volle
fargli
balenar
dinanzi
l'idea
di
quel
ripiego,
e
metterlo
sulla
strada,
dove
desiderava
che
andasse.
Dall'altra
parte,
il
ripiego
era
talmente
adattato
all'umore
del
conte
zio,
talmente
indicato
dalle
circostanze,
che,
senza
suggerimento
di
chi
si
sia,
si
può
scommettere
che
l'avrebbe
trovato
da
sè.
Si
trattava
che,
in
una
guerra
pur
troppo
aperta,
uno
del
suo
nome,
un
suo
nipote,
non
rimanesse
al
di
sotto:
punto
essenzialissimo
alla
riputazione
del
potere
che
gli
stava
tanto
a
cuore.
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