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Una
sera,
Agnese
sente
fermarsi
un
legno
all'uscio.-E
lei,
di
certo!-Era
proprio
lei,
con
la
buona
vedova.
L'accoglienze
vicendevoli
se
le
immagini
il
lettore.
La
mattina
seguente,
di
buon'ora,
capita
Renzo
che
non
sa
nulla,
e
vien
solamente
per
isfogarsi
un
po'
con
Agnese
su
quel
gran
tardare
di
Lucia.
Gli
atti
che
fece,
e
le
cose
che
disse,
al
trovarsela
davanti,
si
rimettono
anche
quelli
all'immaginazion
del
lettore.
Le
dimostrazioni
di
Lucia
in
vece
furon
tali,
che
non
ci
vuol
molto
a
descriverle.
"Vi
saluto:
come
state?"
disse,
a
occhi
bassi,
e
senza
scomporsi.
E
non
crediate
che
Renzo
trovasse
quel
fare
troppo
asciutto,
e
se
l'avesse
per
male.
Prese
benissimo
la
cosa
per
il
suo
verso;
e,
come,
tra
gente
educata,
si
sa
far
la
tara
ai
complimenti,
così
lui
intendeva
bene
che
quelle
parole
non
esprimevan
tutto
ciò
che
passava
nel
cuore
di
Lucia.
Del
resto,
era
facile
accorgersi
che
aveva
due
maniere
di
pronunziarle:
una
per
Renzo,
e
un'altra
per
tutta
la
gente
che
potesse
conoscere.
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