0/210
Si
racconta
che
il
principe
di
Condé
dormi
profondamente
la
notte
avanti
la
giornata
di
Rocroi:
ma,
in
primo
luogo,
era
molto
affaticato;
secondariamente
aveva
già
date
tutte
le
disposizioni
necessarie,
e
stabilito
ciò
che
dovesse
fare,
la
mattina.
Don
Abbondio
invece
non
sapeva
altro
ancora
se
non
che
l'indomani
sarebbe
giorno
di
battaglia;
quindi
una
gran
parte
della
notte
fu
spesa
in
consulte
angosciose.
Non
far
caso
dell'intimazione
ribalda,
nè
delle
minacce,
e
fare
il
matrimonio,
era
un
partito,
che
non
volle
neppur
mettere
in
deliberazione.
Confidare
a
Renzo
l'occorrente,
e
cercar
con
lui
qualche
mezzo....
Dio
liberi!
"Non
si
lasci
scappar
parola....
altrimenti....
ehm!"
aveva
detto
un
di
que'
bravi;
e,
al
sentirsi
rimbombar
quell'ehm!
nella
mente,
don
Abbondio,
non
che
pensare
a
trasgredire
una
tal
legge,
si
pentiva
anche
dell'aver
ciarlato
con
Perpetua.
Fuggire?
Dove?
E
poi!
Quant'impicci,
e
quanti
conti
da
rendere!
A
ogni
partito
che
rifiutava,
il
pover'uomo
si
rivoltava
nel
letto.
Quello
che,
per
ogni
verso,
gli
parve
il
meglio
o
il
men
male,
fu
di
guadagnar
tempo,
menando
Renzo
per
le
lunghe.
Si
rammentò
a
proposito,
che
mancavan
pochi
giorni
al
tempo
proibito
per
le
nozze;-e,
se
posso
tenere
a
bada,
per
questi
pochi
giorni,
quel
ragazzone,
ho
poi
due
mesi
di
respiro;
Clicca qui o premi un tasto qualsiasi per iniziare