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Lo
sventurato
vicario
stava,
in
quel
momento,
facendo
un
chilo
agro
e
stentato
d'un
desinare
biascicato
senza
appetito,
e
senza
pan
fresco;
e
attendeva,
con
gran
sospensione,
come
avesse
a
finire
quella
burrasca,
lontano
però
dal
sospettar
che
dovesse
cader
così
spaventosamente
addosso
a
lui.
Qualche
galantuomo
precorse
di
galoppo
la
folla,
per
avvertirlo
di
quel
che
gli
sovrastava.
I
servitori,
attirati
già
dal
rumore
sulla
porta,
guardavano
sgomentati
lungo
la
strada,
dalla
parte
donde
il
rumore
veniva
avvicinandosi.
Mentre
ascoltan
l'avviso,
vedon
comparire
la
vanguardia:
in
fretta
e
in
furia,
si
porta
l'avviso
al
padrone:
mentre
questo
pensa
a
fuggire,
e
come
fuggire,
un
altro
viene
a
dirgli
che
non
è
più
a
tempo.
I
servitori
ne
hanno
appena
tanto
che
basti
per
chiuder
la
porta.
Metton
la
stanga,
metton
puntelli,
corrono
a
chiuder
le
finestre,
come
quando
si
vede
venire
avanti
un
tempo
nero,
e
s'aspetta
la
grandine,
da
un
momento
all'altro.
L'urlio
crescente,
scendendo
dall'alto
come
un
tuono,
rimbomba
nel
voto
cortile;
ogni
buco
della
casa
ne
rintrona:
e
di
mezzo
al
vasto
e
confuso
strepito,
si
senton
forti
e
fitti
colpi
di
pietre
alla
porta.
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